I Musei di Napoli: PALAZZO ZEVALLOS



Il palazzo Zevallos (o palazzo Colonna di Stigliano) è un palazzo monumentale di Napoli ubicato nel quartiere San Ferdinando in via Toledo 185.

Il palazzo ospita l'omonima galleria museale in cui sono visitabili alcuni ambienti dello storico edificio, alcuni dipinti di autori napoletani, una tela di Gaspar van Wittel e l'ultimo Caravaggio, il Martirio di sant'Orsola (1610).

Il palazzo fu eretto tra il 1637 e 1639 da Cosimo Fanzago su volontà della famiglia fiamminga degli Zevallos che vollero per loro un palazzo nobiliare su via Toledo, vedendo difficile la possibilità di costruirne sui vicini quanto iperaffollati quartieri Spagnoli.

All'interno dell'edificio, tuttavia, non appena oltrepassato il portone d'ingresso, è visibile sulla destra lo stemma nobiliare della famiglia Colonna con una breve incisione su marmo a loro dedicata. Lo stemma è uguale a quello posto sopra al portone principale, lasciando così pensare che queste due parti sono state solo successivamente aggiunte.




Il primo proprietario del palazzo, fu appunto Giovanni Zevallos che ne acquisì la proprietà nel 1639 dopo la fine dei lavori. Dopo la sua morte, il palazzo passò prima al figlio e poi dopo, nel 1653, fu ceduto definitivamente ai Vandeneynden. La figlia Giovanna, sposato il principe di Sonnino, mutò la proprietà attribuendola così nel 1688 alla famiglia Colonna di Stigliano. Durante tutto il XVII secolo, il palazzo vide importanti restauri e modifiche sia degli ambienti interni che della facciata principale. Spicca rispetto al primo palazzo dei Zevallos il fastoso portale d'ingresso con gli stemmi nobiliari eseguiti dal Fanzago. Altra commissione importante fu quella affidata a Luca Giordanoche eseguì nel palazzo un ciclo di affreschi per abbellire gli ambienti interni.




Durante la prima metà del XIX secolo, a causa di alcuni dissidi interni alla famiglia Colonna di Stigliano, il palazzo viene smembrato, frazionato in più parti e ceduto in fitto ad inquilini diversi che non avevano alcun legame con la famiglia nobile. Le decorazioni di Giordanosi persero in questo contesto e con esse anche tutto il prestigio dell'edificio su tutta via Toledo che, nel frattempo, vide accrescere notevolmente il numero di edifici nobiliari che abbellivano quella che era divenuta oramai la strada più importante della città.


Diversi furono gli acquirenti che si impossessarono di una porzione del palazzo. Al banchiere Carlo Forquet andò il primo piano nobile; al cavaliere Ottavio Piccolellis andarono due ambienti del piano ammezzato; le restanti parti invece, furono messe in vendita solo dopo alcuni anni. Il palazzo in questo periodo vide ancora una volta mutare prepotentemente la sua architettura, grazie agli interventi neoclassici di Guglielmo Turi.
La fetta più importante del palazzo, oggi visitabile al pubblico, fu acquisita dai Forquet, i quali vollero per il loro nuovo appartamento un importante ciclo di decorazioni e di stucchi per abbellire lo scalone principale e le sale del primo piano.
Alla fine del XIX secolo, la "quota" dei Forquet fu acquistata dalla Banca Commerciale Italiana e le restanti parti furono prelevate non prima del 1920. In questa data, l'edificio ritornò ad essere, dopo quasi un secolo, un unico palazzo.



Il palazzo è visitabile come appartamento nobiliare, disponendo anche di una galleria che offre la possibilità di ammirare l'ultimo dipinto di Caravaggio, il Martirio di sant'Orsola (1610) ed una serie di vedute paesaggistiche di Gaspare Vanvitelli e Anton Sminck van Pitloo.
Particolare del soffitto in vetro

Subito dopo l'ingresso al palazzo, vi è il salone centrale, in cui si trova l'area della banca aperta al pubblico. La sala è in stile eclettico, ricavato da un precedente cortile; sulle sue pareti sono posti alcuni dipinti murali di Ezechiele Guardascione. La copertura avviene tramite un lucernario vetrato decorato, mentre lo scalone d'onore monumentale, posto a destra, porta al piano superiore ed è decorato con grandi lampade e stucchi dorati.

Nel piano nobile vi sono decorazioni di stampo neoclassico di Giuseppe Cammarano e Gennaro Maldarelli e le tele della galleria del palazzo Zevallos.


Gli ambienti dell'appartamento nobiliare sono: la sala degli amorini, la sala degli stucchi (dove è conservato il dipinto del Merisi), la sala pompeiana (dedicata a spazi multimediali) e la sala degli uccelli (in cui sono esposte le restanti tele).



INFO GENERALI:



Indirizzo: Via Toledo, 185



ORARI
Da martedì a venerdì
dalle 10.00 alle 18.00
(ultimo ingresso 17.30).

Sabato e domenica
dalle 10.00 alle 20.00
(ultimo ingresso 19.30)

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