GUIDA: 7 siti archeologici da visitare a Napoli e dintorni



La storia di Napoli, e più in generale della Campania, parte tanti e tanti secoli fa. L'antica Parthenope venne fondata nell'ottavo secolo a.C., ma sono stati ritrovati reperti archeologici ben anteriori alla fondazione della città.


Questa guida ti offre 7 siti archeologici da visitare a Napoli e dintorni per gli appassionati degli scavi e dell'antichità e qualche altro suggerimento.

1. SCAVI DI POMPEI


Gli scavi di Pompei costituiscono una straordinaria testimonianza del mondo antico grazie allo stato di conservazione della città, rimasta praticamente intatta dopo l'eruzione che la colpì nel 79 d. C. cancellandola dal paesaggio vesuviano. 

La città, grazie anche alla sua posizione, fu interessata, tra il VII ed il VI sec. a.C, da un fiorente insediamento indigeno. Collocata tra il mare ed il fiume Sarno, Pompei sfruttava, infatti, due importanti vie di comunicazioni utili agli scambi commerciali.

Per maggiori info: https://goo.gl/tKe8Lw


2. SCAVI DI ERCOLANO


L’area archeologica di Ercolano è inserita, dal 1997,  insieme agli Scavi di Pompei e alle ville di Oplontis, nella lista dei siti del patrimonio mondiale redatta dall’UNESCO

Nata in età arcaica ed interessata inizialmente da un insediamento indigeno, la città è stata successivamente esposta alle influenze sannitiche, greche, etrusche, fino alla preponderante presenza romana, la cui civiltà è oggi testimoniata dall'eccezionale stato di conservazione. Situata su un pianoro vulcanico, a picco sul mare, Ercolano, come le altre città vesuviane, è stata coperta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. i cui prodotti, depositandosi, la seppellirono fino a raggiungere uno spessore di ventitre metri. 

Per saperne di più: https://goo.gl/iosB44

3. SCAVI DI CUMA


Gli scavi archeologici di Cuma hanno restituito i resti dell'antica città di Cuma, una delle più antiche colonie greche in Italia, risalente al 730 a.C. ed abbandonata nel 1207 quando venne distrutta dalle armate napoletane.


Il sito di Cuma, esplorato a più tappe a partire dal 1606, ma in modo sistematico solo dal 1852, è gestito dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli: la maggior parte dei reperti recuperati è conservata al museo archeologico nazionale di Napoli ed al museo archeologico dei Campi Flegrei.. 

Per sapere di più: https://goo.gl/V55Z9q


4. PARCO DEL PAUSILYPON


Il percorso archeologico molto suggestivo, inizia al termine della Discesa Coroglio con l'imponente accesso della Grotta di Seiano, in realtà una galleria artificiale realizzata in epoca romana dall'architetto Lucio Cocceio e "ristrutturata" per interessamento di Ferdinando II di Borbone.

Per saperne di più: https://goo.gl/VTzgf9

5. GALLERIA BORBONICA



La Galleria Borbonica, (o anche detto Tunnel) è una cavità sotterranea di Napoli che si estende sotto la collina di Pizzofalcone, nei pressi di Palazzo Reale, nel quartiere San Ferdinando.

Con decreto del 19 febbraio 1853 Ferdinando II di Borbone commissionò all'architetto Errico Alvino un lungo traforo sotterraneo che collegasse il Largo della Reggia (odierna Piazza Plebiscito) a piazza della Vittoria, passando al di sotto della collina di Pizzofalcone. Una prima idea di eseguire una galleria sotto il colle, che però non ebbe esiti né conseguenze concrete, fu elaborata da Antonio Niccolini verso il 1850.


Per saperne di più: https://goo.gl/6NPgtP

6. CATACOMBE DI NAPOLI



Per catacombe di Napoli si intendono quei cimiteri sotterranei scavati nel tufo o in altri terreni facilmente asportabili in età classica da parte della comunità cristiana napoletana. Per importanza archeologica e artistica sono seconde solo a quelle di Roma, che hanno dalla loro parte il fatto di essere più numerose ed estese.

Per saperne di più: https://goo.gl/JfVJgL

7. LA CRYPTA NEAPOLITANA


La Cripta Neapolitana (nel cuore del Parco Vergilianofu aperta nel I secolo a.C., quando nel periodo delle guerre civili, la zona flegrea assunse grande importanza strategica e si rese necessaria una linea di comunicazione fra Neapolis e Puteoli. Secondo la testimonianza di Strabone i lavori furono diretti dal liberto L. Cocceio Aucto, originario forse della zona flegrea, a cui si devono anche altri lavori collegati agli impianti militari della zona.

Il primo restauro della Crypta di cui si ha notizia è quello compiuto da Alfonso d’Aragona nel 1455, che portò all’abbassamento del piano stradale sia in corrispondenza del piano stradale sia in corrispondenza dell’ingresso orientale che di quello occidentale, come si percepisce ancor oggi dalla parte di via della Grotta Vecchia, a Fuorigrotta.
Il bassorilievo raffigurante il dio Mithra (oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli), ritrovato durante i lavori, ha fatto ipotizzare che la Crypta fosse adibita a luogo di culto già nell’antichità.

Il ricordo di questi culti misterici si è forse tramandato nella memoria superstiziosa del popolo, che ha sempre guardato alla Grotta come un luogo magico e misterioso.

Per saperne di più: https://goo.gl/1TBicf

Altri luoghi interessati all'archeologia sono:

1. MUSEO ARCHEOLOGICO 

DEI CAMPI FLEGREI


Il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, inaugurato nel 1993, è ospitato all’interno di una fortezza di età aragonese, opportunamente restaurata ed adeguata alla nuova destinazione espositiva, collocata sulla sommità dell’alto promontorio che chiude a Sud il golfo di Baia, e dal quale si domina l’intero golfo di Pozzuoli e le isole di CapriIschia e Procida.

Per saperne di più: https://goo.gl/XeX77b

2. MAV - MUSEO ARCHEOLOGICO VIRTUALE


Se siete amanti dell’archeologia e della tecnologia, il Museo Archeologico Virtuale (MAV) di Ercolano è il luogo adatto a voi. Il museo, considerato uno dei più all’avanguardia in Italia per l’applicazione della tecnologia a Beni Culturali, sorge nei pressi degli scavi archeologici dell’antica Herculaneum.

Per saperne di più: https://goo.gl/tdwfZe


3. MANN - MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI


Re incontrastato dell'archeologia a Napoli.
Il Museo Archeologico, oltre a contenere i ritrovamenti degli scavi di Pompei, ospita reperti dell'età greco-romana, le antichità egizie ed etrusche della collezione Borgia e le monete antiche della collezione Santangelo. Da non perdere il "Gabinetto segreto" che raccoglie affreschi e sculture antiche dedicate al tema dell'erotismo. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da vedere assolutamente durante una visita al Museo Archeologico di Napoli.

Per saperne di più: https://goo.gl/SoRw3M

4. STAZIONE NEAPOLIS 

(attualmente è chiusa)


La Stazione Neapolis è un ambiente museale, accessibile gratuitamente, ubicato all'interno della stazione Museo della metropolitana di Napoli.
Il sito fa parte del più vasto e più importante complesso del museo archeologico nazionale di Napoli, soprastante la Stazione stessa.

L'esposizione si focalizza tutta nei reperti archeologici della metropolitana di Napoli rinvenuti più precisamente durante i lavori di scavo della linea 1, in particolare nell'area di via Toledopiazza Giovanni Boviopiazza Nicola Amore e piazza Municipio, delle quali solo quest'ultima ha dato luce a circa 3000 pezzi archeologici.
I ritrovamenti sono attribuibili a diverse epoche della città partenopea, iniziando dalla preistoria, passando per quella greca, poi quella romana, giungendo a quella bizantina e medievale fino ad arrivare al periodo spagnolo. 

Per saperne di più: https://goo.gl/VM5iW3



5. MUSEO DI SANTA CHIARA


Nella Sala Archeologica del Museo di Santa Chiara sono raccolti i reperti rinvenuti durante gli scavi e i restauri. 

Nel secondo ambiente, la Sala della Storia, sono ricostruite le vicende e le vicissitudini del complesso monumentale nel corso dei secoli. 

La terza sala è quella cosiddetta dei Marmi, dove sono allocate statue e decorazioni marmoree, ivi collocate dopo il bombardamento della chiesa, nonché una parte dei fregi che ornavano le celle delle clarisse, riproducendo gli stemmi delle famiglie nobili da cui alcune di esse provenivano. 

Per saperne di più: https://goo.gl/PnHDFB


In realtà questi sono davvero solo alcuni degli scavi e dei siti archeologici della Campania.
Il numero è spropositato, la ricchezza è immensa e difficilmente racchiudibile in un unico articolo. Ne seguiranno sicuramente degli altri. 

Dario Romaniello

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