RINT E VIC: Piazza Dante: “godetevi lo spettacolo”

Sembra quasi che Dante, posto lì, al centro di quella piazza a cui ha dato il nome, indossi i panni di un presentatore e che, con quella mano protesa in avanti, dica: “Ecco qui, godetevi lo spettacolo!”. 


Alle sue spalle, gli fa da scenario l’imponente Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, la cui struttura cerca di abbracciare tutta la piazza. Questo tempio dell’istruzione nasce, in realtà, come monumento architettonico celebrativo di Carlo III
L’entrata dell’edificio, a suo tempo, era solamente una nicchia, chiusa, che doveva ospitare la statua del sovrano borbonico.

Ecco spiegata anche la presenza di tutte quelle piccole statue poste sulla parte alta della struttura: ventisei, a rappresentare le virtù di Carlo III.


Piazza Dante è una delle zone di Napoli più popolate, oggi come ieri. Un tempo, infatti, era chiamata “Largo del Mercatello” perché ospitava il secondo mercato più grande della città, dopo quello di Piazza Mercato. 

La piazza, però, un po’ come oggi anche se in maniera ridimensionata, era luogo anche di fiere e teatri all’aperto. Si ritorna a parlare di spettacoli e, forse, quel “Dante presentatore” è stato messo lì proprio come promemoria sulla storia di questo luogo. 




Piazza Dante, però, è anche presente: un via vai di persone che circola in un quadro reso piuttosto moderno dalla presenza della linea metropolitana, nota stonata con il resto del paesaggio. 
Tutt’intorno a quelle lastre di vetro, infatti, il passato continua a predominare. 

Dante, con la sua immagine, continua a presentare i suoi versi immensi, i palazzi antichi, con i loro colori sgargianti, continuano a richiamare la bell’arte d’un tempo e, quell’orologio, posto sull’entrata del Convitto e che forse non funziona neanche più, sembra voler dire : 

Qui il tempo si è fermato”.



Fabiana Carcatella

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