RINT E VIC: Piazza San Domenico Maggiore: un fiume di lingue e culture diverse

Alzare la testa verso il cielo. E’ questa la prima cosa che si fa giungendo a piazza San Domenico Maggiore da via Benedetto Croce. L’obelisco posto al centro della piazza, infatti, ruba immediatamente tutta l’attenzione. 

Una piramide stretta e lunga che lo sguardo tende ad attraversare dal basso verso l’alto con l’intento di raggiungere  la statua del santo che dà il nome alla piazza. Ma San Domenico è posto così in alto che risulta quasi impossibile ammirarne la figura nella sua totalità, quasi a voler sottolineare l’imperscrutabilità di ciò che è divino. Tangibile e ben visibile, invece, l’immagine di Partenope, la sirena simbolo della città, posta alla base dell’obelisco.
A fare da sfondo al monumento la chiesa di San Domenico Maggiore che, risultato di varie sovrapposizioni stilistiche, sembra quasi un castello. Immagine che si carica di fascino di fronte alla consapevolezza che tra le sue mura, in passato, studiarono grandi personaggi come Giordano Bruno e San Tommaso d’Aquino.

Allo stesso modo, oggi, a pochi metri di distanza, tanti ragazzi si dedicano allo studio delle lingue. Palazzo Corigliano è una delle sedi principali dell’Università L’Orientale. Qui giace la sorgente di quel fiume di lingue e culture diverse che si riversa nella piazza. 
Crocevia di importanti strade della città, infatti, San Domenico Maggiore brulica ogni giorno di migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. C’è chi scatta foto, chi indica con il naso all’insù quella statua tanto lontana, chi si gode un caffè seduto a tavolino o chi assapora le dolcezze della famosa pasticceria Scaturchio
E’ incredibile come tra la funzione di una sede universitaria e la natura di una piazza vi possa essere un legame tanto forte. Tralasciando l’importanza storica ed artistica, la bellezza di questo luogo, a mio parere, è tutta qui. 

Fabiana Carcatella

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