DOVE MANGIARE A NAPOLI: Le migliori Focacce

(Nella foto le ottime pietanze de "IL RE DELLA FOCACCIA" di via Ruoppolo)
Premessa: io, autore di questo studio, sono forse uno dei massimi esperti al mondo di pizzette napoletane. Sin da tenera età, quando alla richiesta di una pizzetta mi sentivo rispondere “no, tra poco si mangia a casa” ho nutrito un amore prima platonico, poi passionale, verso questa divina pietanza, il Purgatorio che precedere il Paradiso delle pizze, l’anticamera del Nirvana della lievitazione.
La classifica, perciò, è stata stesa su assodati metodi scientifici e dopo aver provato anche le peggiori e più infime pizzette del centro storico, quelle, per intenderci, che osano mettere le sottilette (brrr, ho i brividi solo a pensarci) al posto della mozzarella. Il gusto è personale, quindi siete liberi di esprimere il vostro parere, anzi, esso sarà ben accetto. 

Per pizzetta si intende una piccola pizza, solitamente del diametro di 10/15 cm, che viene solitamente consumata come intermezzo tra i pasti, quando si è costretti fuori casa dalle vicissitudini della vita dello studente post-moderno. Essa può essere tonda, quadrata o rettangolare, con pomodoro e mozzarella, con solo pomodoro o in numerosi altri gusti ma, generalmente, può essere divisa in due macro-categorie: la focaccia (rettangolare, croccante e cotta a forno elettrico) e la pizzetta da bar (generalmente tonda o quadrata, anch’essa cotta al forno elettrico ma solitamente disponibile solo con pomodoro e mozzarella). 

FOCACCE:


  • Il Re della Focaccia ( Via Ruoppolo)


Non è storica ma punta a diventarlo! E' in Via Ruoppolo tra i mitici "Miseria e Nobilità" e "Vecchia America". Fa focacce di ogni tipo. Potete andarci sette giorni di seguito, ne troverete sempre di nuove mai viste! Prezzi ottimi e poca attesa. Il re ha meritatamente la propria corona. 

  • FermoPizza al Vomero

Fermo Pizza è una storica pizzetteria di Via Cilea, non so quando è stata fondata, non andrò su google a cercarlo e, francamente, queste sono cose che non ci interessano: parliamo di cose serie, parliamo di “untume”. La margherita è sufficientemente grande, morbida, ma il “top” è rappresentato dai gusti estrosi come le pizze ai fiori di zucca. Un’ottima tappa per la notte ma…mi spiace, possiamo trovare di meglio.

  • My Way

My Way ha varie sedi, le cui due principali sono quelle di Piazza San Pasquale e di Via Chiaia. Oh, quanto è carina la sua vetrina, tutta agghindata di piccoli e soffici panini ripieni di...CAZZATE! PRENDETE LA MARGHERITA! LASCIATE QUESTE COSE ALLE RAGAZZINE A DIETA CHE POI TORNANO A CASA E SI TUFFANO IN UN BARATTOLO DI 78 LITRI DI NUTELLA ANNACQUATO DAI LORO SENSI DI COLPA. Ehm…ehm…cough…ok, mi sono ricomposto. La focaccia, dal costo di 1.50Euro (ottimo rapporto quantità/prezzo, che è quello che conta per gli spartani dello Street Food) è gigantesca, molto croccante e coperta da una grande quantità di mozzarella bruciacchiaticcia (potrei usare termini assai più aulici ma “abbrustolita” o “accrostata” non avrebbero quella carezza onomatopeica). L’impasto è vaporoso, forse un po’ troppo ma va mangiata!

  • La Focaccia (vico belledonne)

A Vico Belledonne, covo dei peggiori figli di papà e, allo stesso tempo, dei sosia di Lorenzo Insigne della città, si trova una piccola focacceria, una vera e propria gioielleria che vende succosi rubini salsosi. Le pizzette sono piccole, davvero piccole, hanno forma quadrata e il loro prezzo è relativamente alto. L’impasto è, però, una poesia di lieviti, il 33simo Canto del Paradiso della morbidezza. La salsa è giustamente salata, più densa della lava del Krakatoa, la mozzarella morbida ma non umida. La Kylie Minogue delle pizzette.

  • La Focaccia (di nuovo, ma stavolta è quella di Via Giulio Cesare a Fuorigrotta)


Molto simile a quella di Fermo Pizza e di My Way, cos’ha allora in più? La sua forza non risiede nella margherita ma, a mio calorico parere, nella pizza salsicce e friarielli (che purtroppo costa un po’ troppo) e in quella con le melanzane a fungaaaaaa (faccia di Homer Simpson che scova una ciambella)…a funghetto (per fortuna che non sto scrivendo su carta). Abbondante come la quinta della Valeriona nazionale, pesantissima e grassissima come…come…VALERIA MARINI! L’Audi A8 delle pizzette: cara, gigantesca, potentissima.

  • L’Elettrof(P)orno ( Piazza San Luigi)


Su di te non c’è alcun dubbio amore mio (bacetto sulla guancia untissima della pizzetta). Potrete provare a dire “no ma sai, ma c’è anche…” NO ZITTI! LA MIGLIORE E’ LEI! Grande al punto giusto, mozzarella tanto filante quanto croccante e ricca di malsano antracene, il cornicione…IL CORNICIONE…oh mio Dio! E’ più unto del volto di Antonio Cassano a 13 anni, più croccante di una Rustica della San Carlo. La salsa, infine: ma che cos’è? Il sangue degli Dei dell’Olimpo che attraverso un tubo arriva a Posillipo ogni giorno dall’infermeria di Asclepio, è l’unica opzione plausibile. E’ l’amore di una vita: ricordo ancora quando la mangiai a soli 5 anni per la prima volta con papà, ricordo che è la prima cosa che ho fotografato quando ho comprato la mia reflex(la famiglia, i panorami, la fidanz…NO VOGLIO TE!). E’ l’amore di una vita che non dimenticherai mai.

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