I Musei di Napoli: GALLERIA BORBONICA

La Galleria Borbonica, (o anche detto Tunnel) è una cavità sotterranea di Napoli che si estende sotto la collina di Pizzofalcone, nei pressi di Palazzo Reale, nel quartiere San Ferdinando.

Siti ufficiali:



I Percorsi:
  • Percorso Standard

Si scende nelle profondità del sottosuolo, alla scoperta di uno straordinario viaggio nella Napoli “di sotto”. Un percorso emozionante e di inestimabile valore che consente di ammirare quanto realizzato nel sottosuolo della città negli ultimi 500 anni.

In particolare, si attraverseranno gli ambienti legati ai tratti seicenteschi dell’acquedotto della Bolla, si ammireranno le opere civili realizzate nel Tunnel Borbonico su progetto dell'arch. Errico Alvino e gli ambienti adattati a ricovero durante la II Guerra Mondiale; durante il percorso faranno da incredibile cornice enormi frammenti di statue, le auto e le moto d’epoca ritrovate sepolte sotto rifiuti e detriti.


Accessibilità per tutti.

Accessibile anche ai disabili in carrozzella per il 60% del percorso, entrando dall'accesso di via Morelli.

Possibilità di scelta tra due diversi ingressi:

A) Vico del Grottone, n°4 (a circa 100 m da Piazza Plebiscito),

B) Via Morelli, n°40 (ingresso pedonale del Parcheggio Morelli).

Apertura per le visite: venerdì, sabato, domenica e festivi.

Inizio visite: 10:00 - 12:00 - 15:30 - 17:30

Durata: 1 ora e 15 minuti.

Per informazioni: +393662484151 – 0817645808 - mail@tunnelborbonico.info - mail@galleriaborbonica.com
  • Percorso Speleo
Come dei veri speleologi sarete dotati di elmetto speleologico con luce frontale, di tuta ed imbraco per esplorare i cunicoli dell’antico acquedotto sotterraneo fino a raggiungere meravigliose cisterne, ancora parzialmente riempite d’acqua e decorate con simboli misteriosi.
  • Percorso Avventura

Si scende nella grande cisterna attraverso una scala in ferro per ammirare i camminamenti ad arco utilizzati dai “pozzari” ed imbarcarsi, poi, su una zattera che navighera? sulla falda acquifera sotterranea di Napoli, nella galleria abbandonata della linea L.T.R. (Linea Tranviaria Rapida mai completata).



Il percorsi prevedono una prenotazione obbligatoria che può essere fatta telefonando ai numeri riportati nella sezione "Percorsi" ovvero inviando una mail a mail@tunnelborbonico.info - mail@galleriaborbonica.com con i recapiti telefonici; in entrambi, i casi la prenotazione viene ritenuta valida in seguito ad una conferma telefonica o a mezzo mail realizzata da nostro personale.


Storia

Con decreto del 19 febbraio 1853 Ferdinando II di Borbone commissionò all'architetto Errico Alvino un lungo traforo sotterraneo che collegasse il Largo della Reggia (odierna Piazza Plebiscito) a piazza della Vittoria, passando al di sotto della collina di Pizzofalcone. Una prima idea di eseguire una galleria sotto il colle, che però non ebbe esiti né conseguenze concrete, fu elaborata da Antonio Niccolini verso il 1850.

L'opera rientrava nell'ambito delle opere pubbliche (infrastrutture e non) che Ferdinando II aveva ideato, tuttavia il suo vero fine era militare: doveva costituire una rapida via di fuga (verso il mare) per la famiglia reale in caso di tumulti e un rapido collegamento con la reggia per i soldati acquartierati nelle caserme di Chiaia: la Caserma della Vittoria e laCaserma della Cavallerizza.

Alvino prevedeva una galleria a due corsie con due marciapiedi ai lati. I due sbocchi erano a occidente su via della Pace (odierna via Morelli, aperta sempre nel 1853 dallo stesso Alvino), proprio davanti la caserma della Vittoria, mentre a oriente presso l'attuale piazza Carolina, dietro la basilica di San Francesco di Paola. Il tunnel si sarebbe dovuto chiamare Galleria Reale e entrambe le corsie avrebbero dovuto assumere gli appellativi reali: quella che conduceva a Chiaia doveva essere intitolata Strada Regia mentre quella in direzione opposta Strada Regina.

I lavori cominciarono subito, ad aprile dello stesso anno. Si cominciò a scavare da occidente. Lungo il percorso il traforo intercettò la rete di cunicoli e cisterne legate all'antico acquedotto fatto costruire dal nobile Cesare Carmignano (1627-1629) che serviva la città di Napoli ed, in particolare, la zona di Pizzofalcone, ma anche alcune delle numerose cave, tra cui le cave Carafa, incontrate a pochi metri dall'inizio dello scavo. A comportare difficoltà al prosieguo dell'opera furono anche la morfologia irregolare del colle di Pizzofalcone e, in alcuni punti, il mancato consolidamento delle ceneri vulcaniche in roccia solida. Questi fattori costrinsero Alvino a rivedere il progetto, che venne modificato.

Il tunnel, scavato entro il 1855 dopo varie interruzioni, fu inaugurato dal Re il 25 maggio di quell'anno, che rimase molto colpito dall'abilità dimostrata dall'architetto Errico Alvinonel superare, pur lasciandole in attività, 2 cisterne dell'acquedotto con la costruzione di due distinti ponti sotterranei che sono considerati un vanto dell'ingegneria ottocentesca europea. Per l'occasione, il tunnel rimase aperto al pubblico, ignaro degli scopi militari dell'opera, per tre giorni. Tuttavia lo scavo non fu mai ultimato perché proprio nel 1855s'interruppe per problemi morfologici, a poca distanza dal termine orientale, senza permettere dunque che sboccasse presso piazza Carolina. La morte del Re nel 1859, e le vicende storico-politiche che investirono il suo successore Francesco II delle Due Sicilie, ostacolarono la ripresa dello scavo, che rimase così incompiuto.
Il percorso, nel secolo successivo, fu abbandonato, fino a quando durante la Seconda Guerra Mondiale alcuni ambienti sotterranei furono adoperati e allestiti come rifugio antiaereo dal Genio Militare, elettrificati e forniti di brandine, arnesi da cucina e una serie di latrine. Nel ricovero antiaereo infatti poteva accadere che i napoletani rimanessero anche per molti giorni.

Nel dopoguerra fino agli anni settanta fu adibito a deposito giudiziario comunale dove fu ricoverato vario materiale, come masserizie, moto e auto sequestrate. Molti palazzi soprastanti intanto avevano adoperato le varie cave come discarica abusiva, gettandovi scriteriatamente ogni tipo di rifiuto tramite pozzi e aperture abusive.

Negli anni ottanta le cave Carafa furono adoperate come parcheggio e, durante gli scavi per la realizzazione della galleria della Linea Tranviaria Rapida in piazza del Plebiscito, il Tunnel fu intercettato per errore e comportò la riprogettazione dello scavo. Inoltre si tentò di rafforzare l'opera in corso iniettando nelle cavità materiali stabilizzanti.


La riscoperta

Dal 2005 la struttura è tornata all'attenzione dei geologi che lo hanno ispezionato, su incarico del Commissariato di Governo per l'Emergenza Sottosuolo. Nel 2007, furono riscoperti ulteriori ambienti e infine, dopo vari lavori di scavo e messa in sicurezza della struttura, il sito è stato aperto al pubblico dall'Associazione Culturale "Borbonica Sotterranea" il 29 ottobre 2010. Gli ambienti sommersi da metri e metri di detriti di vario genere sono ritornati allo stato originario, divenendo una rilevante attrazione turistica, grazie all'opera di volontari scavatori provenienti da tutte le zone della città e senza alcun contributo pubblico.

Il luogo è dotato di una scenografica illuminazione e, tra gli altri interventi, vi è soprattutto quello del restauro e dell'esposizione delle auto e moto d'epoca ritrovate sul luogo e degli ulteriori ritrovamenti di rilievo, come ad esempio il monumento dedicato al fascista Aurelio Padovani, ritrovato nel marzo 2010 sotto cumuli di macerie.

Inaugurato a Napoli nella Piazza Santa Maria Degli Angeli a Pizzofalcone nel 1934, fu progettato da Marcello Canino e scolpito da Carlo de Veroli, con la collaborazione diGuglielmo Roehrssen e in quel momento la piazza cambiò nome e prese quello del comandante fascista. La piazza mantenne il nuovo nome e l’imponente monumento per una decina d’anni. Nel secondo dopoguerra, la voglia di cancellare ogni simbolo del regime, portò alla rimozione delle statue e alla restituzione dell’antica toponomastica.

Nel settembre 2013, grazie alle continue campagne di scavo, è stato ritrovato un secondo, enorme rifugio antiaereo su più livelli, al di sotto della collina di Pizzofalcone ed in prossimità del palazzo Serra di Cassano.

Ingressi

Il Tunnel Borbonico ha due ingressi:
  • via Domenico Morelli, vicino a piazza dei Martiri, all'interno del parcheggio Morelli
  • vico del Grottone n°4, Traversa di via Gennaro Serra, nei pressi di piazza del Plebiscito, poche decine di metri sopra il palazzo della prefettura. Questo accesso fu realizzato nel XVIII secolo per permettere ai pozzari di eseguire manutenzione alle cisterne dell'antico acquedotto, adoperato per accedere al rifugio antiaereo negli anni della guerra e in seguito colmato di detriti e macerie.
NOVITA'
L'ultima novità della Galleria Borbonica è LA VIA DELLE MEMORIE
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