Cosa Mangiare a Napoli: LA FRITTURA



Insieme di preparazioni fritte in olio abbondante, non caldissimo, che vengono offerte nel cosiddetto "cuoppo", cono di carta spessa. 

Comprende:
  1. Crocché (di patate di piccole dimensioni)
  2. Zeppulelle (pasta lievitata fritta) 
  3. Ciurilli (fiori di zucca con la ricotta in pastella)
  4. Mulignane (rondelle di melanzana in pastella) 
  5. Palle di riso (arancini di piccole dimensioni)
  6. Polenta (quadratini)



Varianti:
  1. Alici
  2. Cavolfiore 
  3. Animelle, ricotta e riso, il tutto avvolto in pastella
  4. Baccalà
  5. Carciofi
  6. Gamberetti



La base di molte preparazioni è la pastella, realizzata con farina, acqua, sale e lievito di birra, in cui vengono immersi gli ortaggi tagliati, o le animelle pulite, i tocchetti di baccalà, quadrati di polenta, ricotta amalgamata con pepe e sale, o i fiori di zucca. 

Il tutto viene fritto in olio abbondante, cambiato spesso, e quindi offerto nel "cuoppo" che ha anche funzione di assorbire l'olio in eccesso.


La frittura napoletana è assieme alla pizza il tipico cibo da strada della tradizione napoletana, normalmente offerto ai passanti e consumato in strada passeggiando;
Il prodotto è diffusissimo nella città di Napoli e nella provincia, ad opera delle cosiddette friggitorie, ma anche nei ristoranti e nelle pizzerie.

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