DENTRO TOTO': A SAN DOMENICO MAGGIORE IN MOSTRA UN PRINCIPE INEDITO


Si alza il sipario di "Totò Genio", la mostra che celebra la carriera del Principe Antonio de Curtis a 50 anni dalla sua scomparsa. L'esposizione, aperta al pubblico da oggi 13 aprile fino al 9 luglio, si snoda in tre punti strategici della città - Maschio Angioino, Palazzo Reale e convento di San Domenico Maggiore - perchè forse un'unica sede non ne avrebbe contenuto la grandezza.

Siamo stati a San Domenico Maggiore. Mentre al Maschio Angioino viene raccontato il rapporto tra l'artista e i grandi della cultura novecentesca e al Palazzo Reale quello tra il principe e le arti, qui si va alla scoperta del Totò persona e non personaggio. 

"Dentro Totò" ci conduce negli aspetti meno noti di un Principe riservato e ci permette di scrutarne gli affetti più cari. Di questi, prima tra tutti Napoli perchè "Quando se dice Napule s'annomena 'a riggina", poi Franca Faldini, compagna degli ultimi quindici anni di vita. Procedendo in punta di piedi nella vita privata di Totò, imbattersi nei momenti di affetto con la compagna provoca tanta tenerezza e fa spuntare un sorriso. 

Inaspettatamente si scoprirà che Totò amava gli animali, in particolar modo i cani, a suo parere spesso migliori degli stessi uomini. E, poi, le tante passioni, da quella per l'arcadica e la ricerca delle sue origini nobiliari al gusto per la cucina. 

E' a San Domenico Maggiore che si è scelto di dare spazio anche alle tre cerimonie funebri organizzate in occasione della sua morte, avvenuta all'alba del 15 aprile del 1967. Ad ognuna di esse accorsero migliaia di persone, smentendo così, ieri come oggi, una delle convinzioni più insensate di Totò: il non essere ricordato da nessuno.

Passando dal refettorio maggiore al refettorio minore di San Domenico Maggiore, si assiste, infine, ad un'esplosione di colore. Qui, 97 coloratissime locandine ricordano i suoi film e il rapporto dell'artista con il cinema. 




Fabiana Carcatella

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