INAUGURAZIONE MAST (MASCHIO ANGIOINO SMART TOUR)

Il prossimo 12 dicembre alle 11,30 si inaugura MAST (Maschio Angioino Smart Tour). Per la prima volta il monumento simbolo della città di Napoli, Castel Nuovo (noto anche come Maschio Angioino), si racconta secondo un innovativo modello di fruizione basato sulle tecnologie dell’Internet delle cose. Al suo interno due splendide esposizioni cattureranno l’attenzione dei visitatori e dei turisti: al primo piano sarà allestita la Sala Carlo V con le cinquantotto sculture della collezione Jerace, mai esposte tutte insieme; al terzo piano del Museo Civico la grande sala sarà invece interamente dedicata al Novecento, con pitture e sculture di proprietà del Municipio napoletano, oggi disseminate nei diversi uffici e dunque non fruibili al pubblico.

Due mostre che, per la prima volta, offriranno ai visitatori opere di scultura e pittura di notevole bellezza. Ulteriore novità è la nuova veste tecnologica del castello, che si candida ad essere snodo turistico promotore dell'intera città. Infatti, mediante sistemi di navigazione innovativi, sviluppati per l’interazione con schermi televisivi, sarà possibile visitare spazi e musei della città di Napoli, importanti da un punto di vista storico e artistico, passeggiando in essi virtualmente. Sarà anche possibile sperimentare la visita delle opere del museo e dei luoghi del castello mediante l'utilizzo dei propri smartphone e tablet, che sostituiranno le tradizionali audioguide, attraverso un nuovo modello di fruizione incentrato sulla metafora dell'opera che parla, grazie all’applicazione OPS (Opere Parlanti Show), scaricabile gratuitamente dagli store della apple e di google per iOS e Android. Sarà, dunque, un castello rinnovato, non soltanto nelle sale e nelle opere, ma anche nella fruizione. Il progetto è frutto di una collaborazione tra il Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura e al Turismo, il Distretto DATABENC (Distretto ad Alta Tecnologia per i Beni Culturali) e il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Napoli Federico II.


La Sala Jerace

Nella Sala Carlo V del primo piano del Castel Nuovo saranno esposte definitivamente le sculture di Francesco Jerace (1853-1937), cinquantotto opere donate dagli eredi dello scultore al Municipio partenopeo, precedentemente custodite a Palazzo San Giacomo e nei depositi del Museo Civico. Dopo una prima presentazione di una parte della prestigiosa raccolta, restaurata in quell'occasione, alla recente Mostra Il Bello o il Vero. La scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento, tutte le opere trovano oggi una nuova sistemazione permanente, pronta ad accogliere visitatori e turisti durante tutto il corso dell’anno. Le cinquantotto opere costituiscono una straordinaria raccolta unica in Italia, riunendo insieme sculture in marmo, gesso e terracotta, rappresentative dell'intero percorso dell'importante scultore d'origine calabrese. Francesco Jerace, nato a Polistena in provincia di Reggio Calabria nel 1853 e morto a Napoli nel 1937, è stato uno degli scultori più importanti e celebrati in Italia tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi quarant'anni del nuovo secolo. Mediando tra le diverse forme del realismo e un rinnovato amore per il classico, Jerace, che ebbe nella sua carriera un numero elevatissimo di commissioni, realizzò opere che si trovano in tutta la penisola, da nord a sud, in Europa e oltre oceano: India, Americhe e finanche Australia. La Sala Carlo V con la collezione Jerace si popola delle maggiori personalità dell'epoca, nobili e borghesi, intellettuali, artisti, professionisti, che furono al centro della società di quel periodo, come Giosue Carducci, Federigo Verdinois, Maria Gabriella Rupprecht di Baviera, Natalia Petrovic del Montenegro, Gaetano Filangieri di Satriano, Julius Aselmeyer e il dignitario Tata di Calcutta. Di grande rilievo è la figura femminile, che occupa un ruolo centrale nella raccolta jeraciana, con ritratti di rara bellezza ed eleganza: tra questi è presente anche il capolavoro dello scultore, la Victa, splendido busto marmoreo che segnò nel corso dell'ultimo Ottocento una decisa svolta della scultura italiana.


La Sala del Novecento

Al terzo piano, nella Sala Loggia, sarà visibile un percorso del tutto nuovo di scultura e pittura del Novecento napoletano. Oltre alle settanta sculture di Vincenzo Gemito (1852-1929), Giuseppe Renda (18591939), Saverio Gatto (1877-1959), Giovanni Tizzano (1889-1975) e altri, provenienti principalmente da recentissime donazioni, la sala si arricchirà anche di numerosi dipinti dello stesso periodo, di proprietà del patrimonio comunale partenopeo, recuperati dagli uffici, dalle sale del palazzo municipale e dalle diverse circoscrizioni, e dunque finora mai esposti al pubblico. Tra i pittori presi in esame, emergono Eugenio Viti, Edgardo Curcio, Luigi Crisconio, Gennaro Villani, Carlo Striccoli, Biagio Mercadante, Giuseppe e Guido Casciaro, Angelo Brando, Vincenzo Ciardo, Emilio Notte, ai quali si aggiunge il nome di Alberto Chiancone (1904-1988), con un'importante tela donata per l'occasione dal figlio dell'artista. Il programma si completa con il riordino e l'ampliamento delle collezioni dell'Ottocento del Museo Civico, che, in aggiunta alle tele già presenti al secondo piano di Castel Nuovo, offrirà al pubblico la possibilità di fruire di altre inedite opere pittoriche provenienti ancora una volta dagli uffici delle circoscrizioni e dalle stanze del palazzo municipale

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