PALAZZO FUGA SARA' IL "LOUVRE NAPOLETANO" ?


"Palazzo Fuga a ‪Napoli‬, con la sua facciata lunga 354 metri e alta 46, i suoi 103.000 metri quadri di superficie, i suoi quattro piani con soffitti alti fino a 8 metri, è uno degli edifici più grandi del '700 europeo. 
Fu voluto da Carlo III di Borbone per ospitare i poveri della città, ma a seguito dei danni procurati dal sisma del 1980 ha perso la sua missione sociale e, per colpa dello stato di abbandono in cui versa, sta perdendo anche parte della sua straordinaria bellezza.




Nei depositi dei musei napoletani, da San Martino a Capodimonte, dal Tesoro di San Gennaro al Museo Duca di Martina, senza poter essere esposti, sono presenti centinaia di migliaia tra reperti archeologici, dipinti, statue, disegni e... sogni di cittadini appassionati di cultura.

Alcuni di questi cittadini hanno deciso di raccontarlo, il loro sogno: far diventare Palazzo Fuga il Palazzo della Cultura partenopeo, il "Louvre napoletano", "il museo più grande del mondo", "collegarlo con la funivia a Capodimonte", come scrivono nei post che animano i loro social di un entusiasmo che ti sommerge, ti contagia, facendo tue le loro idee e la loro voglia di riscatto. 


Le considerazioni e le prospettive alla base del loro progetto per Palazzo Fuga e per Napoli sono contenute in un post/manifesto che vi invito a leggere e a commentare, e a condividere se lo riteneste interessante: http://bit.ly/PalazzoFuga. Domenica 17 maggio, alle 18, queste idee progettuali saranno discusse insieme a tutti quelli che vorranno esserci all'Arenile di Bagnoli.



Il mondo culturale napoletano, come del resto quello di tutta l'Italia, ha bisogno di essere ascoltato e rispettato: non conosco un modo migliore di quello di mettere al centro della nostra attenzione le competenze, la passione e l'entusiasmo, per difendere e diffondere i valori che la cultura porta con sé, proprio come stanno facendo queste donne e questi uomini a Napoli ‪#‎laculturachevince"

Questo sono state le parole di Massimo Bray, ex Ministro dei Beni Culturali, pochi giorni fa sull'argomento.

L'associazione Rinascita Artistica del Mezzogiorno (RAM) ha questo ambiziosissimo obiettivo, ed ha descritto così la sua mission nelle informazioni della Pagina Facebook "Vogliamo che  Palazzo Fuga diventi il palazzo della cultura e del turismo":


"Creare turismo e indotto non è un’utopia. Siamo coscienti, in Arte e artisti a Napoli, in collaborazione con Napoli Mille Colori di elaborare un progetto in grado di autofinanziarsi. Al momento della stesura spiegherò come. Il Louvre, nel giro di un anno, riesce a portare a Parigi quasi dieci milioni di visitatori, che soggiornano, bevono, mangiano, dormono e fanno shopping a Parigi.

A Napoli abbiamo 500.000 reperti archeologici provenienti dal Museo Archeologico Nazionale non esposti. Al Museo di San Martino, mille dipinti dell'ottocento napoletano giacciono nei depositi. 

Il tesoro di San Gennaro è costituito da ventiseimilaseicentotrentasei opere d'arte ed il suo valore per i beni donati dai sovrani nel giro di settecento anni, lo rende il tesoro più importante al mondo, superiore al tesoro della Regina d'Inghilterra. Non ho parlato dei depositi di San Martino, di Capodimonte, del Duca di Martina, dove giacciono migliaia di opere d’arte; non ho parlato delle collezioni d'arte della Provincia di Napoli e del Banco di Napoli non esposte. La scelta è la nostra, siamo ad un bivio. 

Collegare con la funivia Palazzo Fuga a Capodimonte, creerebbe un unico grande polo Museale ben collegato alla città. A Venezia esiste la Biennale Internazionale D'Arte, famosa in tutto il mondo. 
  • Vi siete mai chiesti che indotto genera? 
  • Quante persone lavorano per la Biennale di Venezia? 
  • Sapevate che nel 1921 è stata realizzata la I Biennale Internazionale della Città di Napoli? 

Palazzo Fuga potrebbe ospitare i più importanti artisti a livello internazionale che producono le loro opere in città per la Biennale. Ospitalità in cambio di donazioni per il Museo del Grand Tour. Siamo in grado, nel gruppo Arte e artisti a Napoli, di fare donare opere d’arte alla città. Gli eredi Tizzano, uno dei più importanti scultori del nostro Novecento, ci hanno dato la loro disponibilità a donare venti opere di Giovanni Tizzano, due di Franceco Tizzano e due di Renato Tizzano alla nostra città. Grazie alla generosità di Maria Tizzano e Margherita Lista, rispettivamente figlia e nipote del noto scultore, la donazione si concretizzerà per il Museo Civco di Castel Nuovo. 

In Giappone esiste il Museo della Canzone Napoletana, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, attira migliaia di turisti. Napoli non ha un Museo della canzone Napoletana…. 
Siamo pronti, a portare in città mostre d’arte a costo zero per fare capire che la nostra non è una pazzia, ma un’opportunità di lavoro e sviluppo. La fortuna è che è una struttura comunale. La maggiore pressione deve essere dei cittadini, della società civile. Non possiamo pensare di creare strutture per gli indigenti, per i poveri, in un palazzo che può creare opportunità e posti di lavoro per l'intera collettività, i poveri non saranno più poveri. Sarebbe uno spreco assurdo di energie e di risorse. 

A Napoli, tra palazzi non utilizzati, caserme ed ex conventi, si potrebbero creare strutture come centri di accoglienza.
Potrei continuare per pagine e pagine di dati di ordinaria follia. Se la cultura è un costo, immaginiamoci l’ignoranza….



Anche la Corte dei Conti, contestando le agenzie di rating, per dimostrare la solidità del Paese chiama in ballo la cultura. Quasi una rivoluzione. Ma quanto vale la cultura? Quanto pesa nei nostri bilanci? Ogni euro prodotto da un Museo o da un sito archeologico si traduce in altri due euro di ricchezza per il territorio. L’artigianato artistico insieme alle altre industrie creative ne generano ulteriori 2,1. 

La produzione di un audiovisivo, di un libro o di una rappresentazione teatrale altri 1,2. Insomma, la cultura vale, e produce ricchezza: in termini monetari, gli 80,8 miliardi di euro di valore aggiunto realizzati nel 2012 direttamente da tutti i comparti produttivi che si occupano di “cultura, sono riusciti ad attivare altri 133,4 miliardi di euro, arrivando così a costituire una filiera culturale intesa in senso lato di 214,2 miliardi di euro, il 15,3% del Pil. 


Vi pare poco? E invece, guardate quanto il nostro bel Paese investe in cultura: 1,1% della spesa pubblica. Sottoponiamo questi dati al Sindaco De Magistris e facciamo comprendere le reali potenzialità di Palazzo Fuga..... del "Louvre Napoletano"


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