1924-2014 LA RAI RACCONTA L’ITALIA a Castel Sant’Elmo fino al 27 Luglio

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana:

1924-2014 
LA RAI RACCONTA L’ITALIA 
Castel Sant’Elmo 
Napoli – Via Tito Angelini, 22 
25 giugno – 27 luglio 2014 

Dopo il grande successo di Roma e di Milano, dove è stata presentata dal 31 gennaio al 30 marzo 2014 al 
Complesso del Vittoriano, e dal 29 aprile al 15 giugno alla Triennale di Milano, la grande mostra “1924-2014.
La Rai racconta l’Italia” - che racconta una delle più importanti istituzioni culturali del Paese attraverso i sessanta anni della sua televisione e i novanta anni della sua radio - sarà ospitata a Napoli negli Ambulacri di Castel Sant’Elmo fino al 27 luglio. 

L’ultima tappa dell’esposizione sarà Torino, il prossimo autunno, in occasione dei 90 anni della radio che si celebreranno il 6 ottobre 2014, giorno di nascita della prima trasmissione radiofonica italiana. 
L’esposizione nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta per la tappa partenopea. 
La mostra si avvale del sostegno di Eni e di Intesa Sanpaolo e della prestigiosa collaborazione di Piero Angela, Piero Badaloni, Andrea Camilleri, Bruno Pizzul, Arnaldo Plateroti, Emilio Ravel, Marcello Sorgi, Bruno Vespa, Sergio Zavoli e della partecipazione di Fabiana Giacomotti per la sezione Costumi. 
La curatela è di Costanza Esclapon, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne della Rai, Alessandro Nicosia, Presidente di Comunicare Organizzando e di Barbara Scaramucci, già Direttore di Rai Teche. 
La Rai ha portato il mondo in casa degli italiani, facendoli entrare in un’idea di futuro inimmaginabile prima, divenendo specchio delle loro vicende, narrandone la vita quotidiana e costituendo non solo un servizio pubblico ma un vero e proprio patrimonio nazionale. Attraverso la televisione e la radio, ha veicolato informazione, cultura e svago nelle case, esprimendo anche i sentimenti unitari della nazione e identificandosi con la sua crescita culturale e civile. 

Essere un servizio pubblico non significa “solo” custodire i documenti più rappresentativi della storia di un paese ma farli diventare memoria viva. Questo è l’obiettivo che si propone la mostra: raccontare la storia di un’istituzione e contemporaneamente la storia del nostro immaginario collettivo, attraverso i simboli che tutti riconosciamo, i programmi che abbiamo seguito, i volti che ci hanno tenuto compagnia e le pagine di storia che abbiamo condiviso con trepidazione, gioia, dolore, curiosità. 
I grandi cambiamenti sociali, culturali, scientifici dei quali l’Italia e il mondo sono stati protagonisti rivivono nelle sezioni di questa esposizione non in maniera celebrativa e didascalica ma con la vitalità e la pregnanza che i documenti audiovisivi sanno restituire, offrendo allo spettatore la possibilità di confrontarsi interattivamente con il passato, il presente e il futuro, verso il quale i media devono continuamente proiettarsi per non perdere di vista le sempre diverse esigenze della comunicazione e dell’informazione.  
Tutto questo viene illustrato attraverso miscellanee di programmi, filmati di eventi particolarmente significativi, telegiornali, annunci, servizi, quiz, tribune politiche. Ma anche con documenti d’archivio, fotografie d’epoca, opere d’arte della ricca collezione Rai (Guttuso, De Chirico, Casorati, Nespolo, Cremona, Campigli, Turcato, Vedova e molti altri), copioni e testimonianze manoscritte di chi ha attivamente partecipato e vissuto la straordinaria avventura iniziata il 27 agosto del 1924, giorno della costituzione dell’Unione Radiofonica Italiana U.R.I. e gli anni di attività dall’URI all’EIAR fino alla RAI
La storia degli ultimi novant’anni parlerà dunque con le voci dei suoi protagonisti. 

Apre la mostra una sezione di presentazione dal titolo “La Rai: una bella impresa italiana” che testimonia l’origine e la nascita dell’azienda attraverso il racconto figurato di materiali d’archivio, verbali, ordini di servizio (molto interessanti quelli emanati dal Direttore dell’Eiar durante il Ventennio fascista, tra cui quello in cui si dispone l’uso del “voi” o del “tu” al posto del “lei” nelle trasmissioni) e materiali di promozione (molti ideati da Erberto Carboni, designer e illustratore che produsse una quantità immensa di opere grafiche per la Rai), che ripercorrono gli anni di attività dall’URI all’EIAR fino alla RAI. 

Nel percorso espositivo trova spazio, grazie alla collaborazione del Museo della Radio e Televisione di Torino, un set televisivo degli anni Settanta realizzato con strumenti e apparati originali (televisori, microfoni, giraffe, telecamere, un rullo per i titoli funzionante) per raccontare il “dietro le quinte” dei programmi che hanno fatto la storia della televisione italiana. Nello spazio “museale” sono esposti anche memorabilia e inediti come i bozzetti originali dei costumi ideati per “Giovanna, la nonna del Corsaro Nero”, alcune tavole illustrate raffiguranti personaggi per “I quattro moschettieri” di Nizza e Morbelli, il copione manoscritto originale del film di Ermanno Olmi “L’albero degli zoccoli” (1978), il Leone d’oro di Gianfranco Rosi tributatogli a Venezia per il film Sacro Gra. 

Una ricca selezione di costumi di scena particolarmente rappresentativi cattura lo spettatore in 
apertura e chiusura del percorso espositivo. La relazione tra moda e costume permette 
contemporaneamente sia di evocare le fondamentali icone della nostra tv che di visualizzare 
l’evoluzione dello stile italiano dai primi Anni Sessanta a oggi. 

I sessant’anni della Televisione italiana sono articolati in otto sezioni, otto canali tematici, ciascuno curato da un testimonial. A raccontare la storia dell’Informazione è Sergio Zavoli; per lo Spettacolo Emilio Ravel; di Cultura parla Andrea Camilleri e di Scienza Piero Angela. La sezione Politica è affidata a Bruno Vespa, la Società a Piero Badaloni, l’Economia ad Arnaldo Plateroti e lo Sport a Bruno Pizzul. Sono gli stessi curatori in video a spiegare al visitatore il senso delle proprie sezioni. Il pubblico vedrà scorrere la Storia - della Rai e insieme dell’Italia - attraverso una ricca selezione tematica di contributi audio-video che vede il coinvolgimento di Rai Teche e del Centro Produzione Rai di Roma. 
Una sezione a parte, una mostra dentro la mostra, curata da Marcello Sorgi, è dedicata alla storia della Radio narrata attraverso la voce dei protagonisti e molti materiali inediti. Qui trovano casa nove postazioni tematiche interattive di facile consultazione che offrono al visitatore una selezione di novanta anni di programmi radiofonici, una colonnina interattiva del Radiocorriere, cimeli come l’Uccellino dei programmi radiofonici, documenti come il libretto contenente le “Norme per la redazione di un testo radiofonico”, scritto da Carlo Emilio Gadda nel 1973. 

Quasi a chiusura del percorso espositivo una sezione tematica documenta l’attività del CRIT-Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica della Rai la cui istituzione risale al 1930. Partendo dalle origini della progettazione si arriva al domani, raccontando il futuro della tecnologia di casa Rai.  
La mostra, che nella sua impostazione scientifica segue il format presentato a Milano e Roma, è qui arricchita da alcuni interessanti contributi mirati a cura del Centro di Produzione Rai di Napoli: il corner di apertura dedicato alla Fabbrica televisiva napoletana, la miscellanea sul Varietà nella sezione Spettacolo e i fuori onda di Un posto al Sole, la soap opera italiana prodotta da RaiTre, Rai Fiction, FremanteMedia Italia e Centro di Produzione Rai di Napoli, in onda su RaiTre, dal lunedì al venerdì alle ore 20.35 circa che con i suoi 4000 episodi prodotti è arrivata al diciottesimo anno di programmazione. 


L’organizzazione generale e la realizzazione sono di Comunicare Organizzando. 
Assicurazioni: In Più Broker 
Il catalogo è pubblicato per i tipi Skira/Nuova Eri. 


INFORMAZIONI 
Castel Sant’Elmo 
via Tito Angelini, 22 

Ingresso: gratuito alla mostra 
Orario: tutti i giorni 10.00 – 19.00; martedì chiuso 
Ultimo ingresso: mezz’ora prima dell’orario di chiusura 



Direzione CPTV Napoli: Napoli – tel. 081/7251580-271 
Giuseppe Messina 
giuseppe.messina@rai.it 
cell. 335 1281292 
Daniela Evangelista 
Daniela.evangelista@rai.it 
cell. 3341144828 

Ufficio Stampa Comunicare Organizzando: Paola Polidoro 
 tel. 06/3225380, fax 06/3224014 
 e-mail: p.polidoro@comunicareorganizzando.it 


Ufficio Stampa Soprintendenza: Simona Golia 
 tel. 081 2294 478 
 e-mail: sspsae-na.uffstampa@beniculturali.it

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